Il piano di emergenza e di evacuazione è un documento operativo che stabilisce le procedure, i ruoli e i comportamenti da adottare per salvaguardare l’incolumità delle persone in caso di pericolo grave e immediato (es. incendi, terremoti, fughe di gas). Il suo scopo principale è prevenire o limitare i danni ai lavoratori e alle persone presenti.
L’obbligo trova riferimento nell’articolo 43 del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 e nel Decreto del Ministero del 2 settembre 2021, che disciplina la gestione della sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro
Il documento deve essere predisposto nelle attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco, nei luoghi che occupano almeno dieci lavoratori e nelle attività aperte al pubblico nelle quali possono essere presenti contemporaneamente più di cinquanta persone.
Il Piano di Emergenza ed Evacuazione (PEE) è redatto dal Datore di Lavoro in quanto figura giuridicamente responsabile della sicurezza nei luoghi di lavoro. Per farlo, il Datore di Lavoro, deve obbligatoriamente avvalersi della collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e degli addetti alla gestione delle emergenze (primo soccorso e antincendio).
Nella redazione deve essere tenuto conto della valutazione dei rischi, delle caratteristiche degli ambienti, delle uscite di sicurezza, dell’organizzazione del lavoro e delle persone che possono trovarsi nei locali.
Il piano di emergenza e di evacuazione deve descrivere nel dettaglio le procedure, i ruoli assegnati e i percorsi per abbandonare un edificio in modo sicuro durante una situazione di pericolo, come un incendio, un terremoto, un allagamento o una fuga di gas.
Per ogni scenario prevedibile devono essere definiti il segnale di allarme, le responsabilità operative, le azioni di contenimento, la messa in sicurezza di impianti e macchinari, la chiamata dei soccorsi e l’assistenza alle persone.
Il piano di emergenza e di evacuazione deve essere integrato con le planimetrie in cui sono riportate le uscite di emergenza, i percorsi di esodo, i punti di raccolta, i presidi antincendio, i dispositivi di allarme, i locali a rischio, gli interruttori generali e i presidi di primo soccorso.
Nelle proceduta di evacuazione, una particolare attenzione deve essere riservata alle persone con esigenze specifiche, come i lavoratori con disabilità, le donne in gravidanza, le persone anziane, i visitatori, i soggetti con limitazioni temporanee o le persone che non comprendono adeguatamente la lingua italiana.
Prove di evacuazione
Le prove di evacuazione (o esercitazioni antincendio e di emergenza) servono a preparare tutte le persone presenti in un’azienda (scuola, ufficio, azienda privata o locale pubblico) ad affrontare una situazione di pericolo reale e ad abbandonare il luogo in modo rapido, ordinato e sicuro.
L’importanza della prova di evacuazione è quella di testare la prontezza e la reazione delle persone
e a creare una “memoria procedurale”, insegnare i comportamenti corretti da attuare in caso di una possibile emergenza, far conoscere i percorsi e i punti di ritrovo.
Non per ultimo le prove di evacuazione consentono di verificare se le procedure previste funzionano realmente e se i lavoratori e gli addetti sanno come comportarsi.
Le esercitazioni antincendio (per le attività obbligate ad avere il piano di emergenza e di evacuazione) devono essere effettuate almeno una volta all’anno e devono coinvolgere, quando opportuno, anche gli utenti, i visitatori, gli appaltatori e il personale esterno.


